
Storia in
sintesi della dinastia dei
Paleologo…
Le circostanze che diedero inizio alla
dinastia partono dal gennaio del 1305 con la morte, senza eredi
e alquanto misteriosa, del giovane marchese Giovanni I detto il
Giusto.
Per dirimere la complicata
successione tutti i Signori del Monferrato, compresi i
consortili montigliesi, si riunirono a Trino, accogliendo le
volontà del sovrano del sovrano di nominare successore uno dei
figli di Violante, sorella di Giovanni I Imperatrice di
Constantinopoli, a seguito del matrimonio avvenuto nel 1284 con
l’Imperatore di Bisanzio Andronico II Paleologo.
L’imperatrice accolta, la volontà
di suo fratello, mandò suo figlio secondogenito Teodoro I
Paleologo a governare il Monferrato nacque così nel settembre
1306 la dinastia dei Paleologo.
Giovanni II fù il secondo
Marchese Paleologo a sedere in Chivasso, egli successe al padre
Teodoro I nel 1338, il suo marchesato fu uno dei più lunghi
della sua stirpe: ben 34 anni. Nel 1337 aveva sposato
Margherita de’ Commingi contessa D’Asterico, dalla quale
nacquero: Secondotto, Giovanni, Teodoro II, Guglielmo e
Margherita.
Giovanni II fu un valore e temuto
guerriero, divento famoso nel suo secolo per le sue audaci
imprese; sotto questo sovrano Chivassese s’inaspirono i
rapporti tra la Casa Savoia ed il Marchesato del Monferrato,
per il possesso non solo delle terre del Canavese e del
Vercellese, ma anche di Chivasso.
Teodoro II, terzogenito di
Giovanni II, ereditò il titolo dopo la morte dei giovanissimi
fratelli Secondotto e Giovanni, barbaramente uccisi e fu il
grande tra coloro che sedettero in Chivasso. Ebbe grandi virtù
e meriti, ma ebbe anche difetti comuni a tutti i principi
allora regnanti attaccarono brighe con tutti come suo
padre.
Sotto il suo governo la città di
Chivasso toccò il massimo dello splendore: il castello
marchionale ospitò uomini illustri, uomini di cultura e Santi
come San Vincenzo Ferreri. Si sposò due volte. Dalla prima
moglie Giovanna di Bar ebbe due figli: Gian Giacomo e Sofia. La
seconda moglie fu Margherita di Savoia-Acaja, la quale rimasta
vedova nel 1418 si ritirò in Alba in un monastero per lei
fondato, dove visse i suoi ultimi anni, morì in concetto di
santità e fu dichiarata Beata dal Papa San Pio V, l’ unico Papa
piemontese della storia.
Durante il governo di Teodoro II
si verificarono a Chivasso grandi avvenimenti, che da solo
basterebbero ad immortalare per sempre la gloria di questo
marchese:
fu ripopolato il Chivassese, fu
introdotta la scuola laica, fu coniata la prima moneta e fu
costruito il nostro Duomo.
La
campagna Chivassese, una volta sterile ed arida, fu resa
fertile mediante l’introduzione di una roggia (Roggia
Campagna), questa rese fertile un vasto territorio quindi
fu subito ripopolato. Nacquero così le prime frazioni di
Chivasso: Betlemme , Borghetto, Mosche, Rosati, Baragino,
Montegiove, Laietto, Cene, Boschetto, ecc…
Nel 1415 furono iniziati i lavori
i lavori per la costruzione del Duomo, che fu aperto al
pubblico e solennemente consacrata l’11 novembre 1429 da Mons.
Giacomo Pomerio Vescovo di Ivrea.
Purtroppo, Teodoro II non riuscì
a vedere consacrata la sua più bella opera, morì
improvvisamente nel 1418.
Il Marchesato iniziò a decadere
tra il 1431 e il 1435 con Giangiacomo che tra l’altro aveva
avuto l’onore di conoscere e nominare Senatore Consigliere del
Marchesato dei Paleologo il nostro Beato Angelo Carletti che
conobbe sia i fasti, lo splendore, la fortuna della dinastia
dei Paleologo che la caduta.
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